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Prima di qualsiasi esercizio: Guida comune alle pratiche

Le pratiche condividono un’apertura e una chiusura. Fra le due si trova l’esercizio che ho scelto per ogni porta.

01

Apertura

Prima del primo movimento, prenditi un momento per sentire il corpo. Percepisci come sei appoggiato e come l’aria arriva e se ne va. Riconosci ciò che c’è oggi, senza esigerti un’esperienza speciale.

Lascia andare la tensione che puoi lasciare. Allenta le spalle, le mani e il viso. Lascia che il respiro trovi il suo ritmo. Poi, sorridi dal cuore: permetti un gesto interiore di gentilezza verso te stesso. Se oggi quel sorriso è appena una disposizione, comincia da lì.

Sentire, lasciare andare e sorridere dal cuore. Questa è l’apertura comune alle tredici porte.

02

Attivazione del Chi

Esegui l’esercizio corrispondente alla porta, rispettando la forma appresa e le indicazioni che le sono proprie.

Al termine dei movimenti, lascia spazio per percepire come stai. Questa fase comprende anche il tempo di flusso del Chi e la quiete successiva. Resta senza cercare una sensazione determinata. L’esperienza di oggi può essere semplice.

03

Chiusura

Raccogli il Chi nel Dantien inferiore, portando lì l’attenzione con dolcezza. In questa tradizione, il Dantien inferiore è il centro situato nel basso ventre, sotto l’ombelico. Evita di contrarre l’addome o forzare il respiro per tentare di produrre una sensazione.

Resta un momento in quiete e ringrazia per il tempo di pratica. Strofina i palmi per scaldarli. Con le mani rilassate, massaggia delicatamente il viso, facendo movimenti circolari dall’interno verso l’esterno, senza premere sugli occhi. Percorri il viso senza fretta né forza.

Al termine, riconosci il luogo dove sei e torna poco a poco all’attività quotidiana.

04

Ripetizioni e apprendimento

La scelta, la frequenza e le ripetizioni di ogni forma si apprendono con l’istruttore. L’ordine narrativo delle porte non prescrive la stessa pratica per tutti né richiede di eseguire i tredici esercizi in una sessione.

Distinguo l’esercizio della scuola dal gesto personale che propongo per portare la porta nella giornata. Quando presento solo il nome di una forma, quel nome serve a riconoscerla con chi te la insegna; il gesto che segue non descrive né sostituisce la sua tecnica. Puoi avvicinarti a questi gesti quotidiani senza cercare di riprodurre le mie esperienze interiori.

05

Compagnia e ritorno

Mi importa con chi cammino. Ho bisogno di poter raccontare ciò che mi succede e di ascoltare chi la vede in modo diverso, anche quando io lo sento con molta forza. Voglio poter fare domande a ciò che vivo. Ci sono cose che ancora non comprendo e che posso lasciare aperte, senza affrettarmi a dar loro un nome. Se la paura o la confusione cominciano a governare le mie giornate, ho bisogno anche di aiuto professionale. Fa parte della cura.

Quella convinzione guida anche il mio modo di insegnare. Ho deciso di non insegnare queste arti a chi ha meno di diciotto anni. È un limite che pongo, per la responsabilità che sento verso chi accompagno. Compiere quell’età non significa essere pronti: contano anche la maturità, il radicamento e la disponibilità a ricevere aiuto.

Voglio condividere ciò che ho ricevuto curando anche il ritorno. Sto ancora imparando a farlo.

06

Una nota di cura

Queste pagine non sostituiscono un accompagnamento terapeutico o medico. Se attraversi un dolore che deborda, chiedi aiuto. Se un movimento causa dolore o capogiro, fermati. Le esperienze con sostanze qui narrate appartengono alla mia storia; qui non do istruzioni per ripeterle né per indurre una trance.

Se qualcosa non ti serve, lasciala andare. Che possiamo, tu e io, sentire, lasciare andare e sorridere dal cuore.

Le pratiche che condivido qui sono destinate a persone adulte.

Fonte

Riferimento per l’apertura e la chiusura

La Fuerza Serena. Chi Kung Shaolin. Voces y silencios de Sifu Rama, scritto da Adelaida Nieto. Vergara (in spagnolo).

Le tre S si sviluppano alle pagine 43–48. La sequenza comune e la chiusura, alle pagine 107–111.

Le forme sono presentate qui con una redazione propria e una chiusura facciale semplice.

Dai riferimenti delle pratiche, alla fine del libro.